Politica estera
Politica estera

Il Cocktail....

segnalazioni, discussioni, pungolature sulla politica estera

Commenti: 9
  • #9

    Jacopo (lunedì, 13 settembre 2010 13:04)

    E' nato un nuovo sito sull'America Latina:
    http://www.americalatina-online.it/
    Articoli, notizie e approfondimenti sui paesi del Centro e Sud America e suoi leader, da Castro a Lula, passando per Chavez e Morales..

  • #8

    Angelo del fango (sabato, 14 febbraio 2009 18:26)



    Anche questo blog si incatena proseguendo la catena virtuale proposta da Samie e proseguita da Marginalia per tenere alta l'attenzione sulla Palestina ed il suo popolo.

    Diventiamo un anello di questa catena che ci tiene agganciati alle sofferenze dei palestinesi anche adesso che la mattanza è finita e l'attenzione in medioriente è spostata sulle elezioni in Israele.
    Ecco la testimonianza di Vik da Guerrilla radio.

    "Israele racconta al mondo di una tregua che non esiste. I contadini non sono autorizzati a coltivare i loro campi, (due gli assassinati dall'esercito israeliano negli ultimi dieci giorni), i pescatori non riescono a pescare nel loro spazio di mare legittimo (diversi i feriti dalla marina di Tel Aviv, l'ultimo quest'oggi, venerdì 6). Martedì ci siamo recati ad Al Faraheen, a est di Kahn Yunis, perchè chiamati da alcuni contadini locali. Ci hanno chiamato perchè non riescono a lavorare nei loro campi: sono costantemente presi di mira dai soldati israeliani. A bombardamenti finiti Israele ha dichiarato 1 chilometro dai suoi confini dentro il territorio palestinese zona militare inaccessibile. Un limite arbitrario e assolutamente illegale, immaginatevi cosa vuol dire a chi dentro quel chilometro ci vive, o ci coltiva la terra per vivere."

    Dal blog di Samie:

    "Con tutto quello che sta succedendo in Italia è facile perdere di vista ciò che sta accadendo a Gaza. All'improvviso non se ne parla più nei notiziari se non in maniera marginale. Ha smesso di essere il fatto del giorno ma, mentre i riflettori sono puntati altrove, gli illeciti, i soprusi, le prevaricazioni continuano. Solo che non ne parliamo come se questo silenzio, di fatto, annullasse la tragedia palestinese, ridimensionasse il numero dei morti e dei feriti, collocasse in un'altra dimensione la realtà triste e sporca di una guerra vile e ingiusta.

    Così mi è venuta in mente l'idea di favorire, almeno in rete, la continuità dell'informazione creando una catena tra i blog che si occupano della causa palestinese...per non disperdere le notizie, per toccare con mano l'entità della partecipazione, per avviare concrete iniziative di aiuto e sostegno al popolo palestinese.

    Lo so...ci sono già blogger che sono attivi in tal senso. Ci aggreghiamo a loro, li sosteniamo con forza, creiamo una talk force, un gruppo che non molla nemmeno quando altre notizie o altri fatti rischiano di oscurare cià che sta accadendo in quei territori grondnti di sangue innocente!

    Per partecipare basta pubblicare un post pro Palestina sul proprio sito, avendo cura di aggiornare l'elenco degli "incatenati". Per comunicare la propria adesione, si può lasciare un commento a questo post al quale va fatto riferimento per leggere l'elenco aggiornato.

    Io mi permetto di linkare il primo nodo della catena al blog di Vik Arrigoni:


    Guerrilla Radio

    Samie-TheObserver

    Mario Badino

    Canesciolto

    Gruppo Falastin

    Iacopo Venier

    Telepatti

    Altrosud

    Blog Without Frontiers

    Secondo Protocollo

    Pensiero Ruminante

    Passatorcortese

    Marginalia

    Angelo del fango


  • #7

    Angelo del fango (giovedì, 22 gennaio 2009 16:24)

    Barack e baraccati.

    Obama, ha subito smantellato la vergogna di Guantanamo ed ha ribadito che in nome della paura non verranno piu' sacrificati i valori della giustizia e della liberta'. Un primo passo coerente con il discorso del giuramento, che promette di smantellare tutte le azioni nefaste poste in atto da Bush in nome dell'ansia da terrorismo. Prossimo passo, il ritiro dall'Iraq la cui invasione fu dichiarata adducendo prove false sulle presunte armi di distruzione di massa, come poi ha confessato lo stesso Bush. Se il buongiorno si vede dal mattino..

    Se invece guardiamo in casa nostra, il confronto con i nostri politici e' avvilente. Innanzitutto bisogna che qualcuno avvisi Veltroni e soci che il Partito Democratico italiano non c'entra una beata con quello americano, che la smettano di festeggiare come se fossero stati eletti loro.

    Ma si sa che questa e' la solita sindrome di "Happy Days" , che gli appiccico' Nanni Moretti con una battuta memorabile in un suo film, che afflige Veltroni. Si crede ancora un apostolo di John Kennedy, ma quando si presenta come "nuovo" appare come un uomo "maturotto" che vuole vestirsi come un sedicenne.

    Di Obama in Italia non ne vedo.
    Chi puo' portare quella ventata di freschezza, novita' e vitalita' che negli States ha portato Obama per seppellire il passato?

    La destra e' fuori gioco in partenza, le uniche novita' che vuol portare sono il solito egoismo becero della Lega e le ennesime leggi per preservare il nostro diversamente onesto premier. Ora tocca alle intercettazioni e domani a tutta la giustizia messa al guinzaglio del governo.

    A sinistra (si puo' chiamare cosi? Io non credo) ci sono i soliti da decenni.
    Rutelli, D'Alema, Fassino.. gente che ha perso tutte le battaglie, tutte le guerre, che ha distrutto la sinistra e consegnato l'Italia al leader delle barzellette, il piazzista di Arcore.

    Insomma davanti a Barack, siamo solo baraccati.

  • #6

    Samie (mercoledì, 07 gennaio 2009 21:19)

    Tre ore. Tre, striminzite, ore di tregua. Per far passare gli aiuti umanitari. Tre ore, durante le quali i palestinesi si sono avventurati per le strade devastate dai bombardamenti, in cerca di cibo e pane, latte per i bambini, medicinali per i malati. Beni di prima necessità per poter avere una minima chance di sopravvivenza nell'inferno di quella terra martoriata dai brutali attacchi israeliani.Tre ore, ogni giorno. Sono poche e, di contro, l'attesa della tregua giornaliera sembrerà un'eternità nell'inferno della battaglia

  • #5

    Samie (lunedì, 05 gennaio 2009 12:27)

    Non ho paura di schierarmi e di assumere una posizione netta nei riguardi del conflitto in atto. E' quanto ci si aspetta in frangenti simili, che si sappia con chiarezza, da che parte si è collocati. Essere equidistanti significa fare del qualunquismo...tanto vale stare a guardare in silenzio, aspettando che vinca il più forte. E' una strategia anche questa, non c'è dubbio, ma ne rifuggo, così come rifuggo da ogni lacrimosa retorica bipartisan.

  • #4

    marcfer7 (domenica, 30 novembre 2008 00:40)

    E' molto difficile tentare un analisi di quello che è successo a Mumbai. Mentre scrivo sembra che la battaglia sia conclusa, dopo 3 giorni di guerra e forse quasi 200 morti.
    I terroristi catturati, i video e mille atri dettagli potranno forse chiarire non solo la dinamica degli eventi, ma anche chi e perchè ha scatenato il terrore questa volta, dando la morte a centinaia di persone innocenti, in perfetto stile nazista, sparando indiscriminatamente sulla folla ignara.

  • #3

    Dario (mercoledì, 26 novembre 2008 13:11)

    Crisi, via libera dalla Commisione al piano Ue da 200 miliardi di euro.

    La commissione europea ha dato il via libera al piano di stimolo per risollevare l'economia dalla grave situazione innescata dalla crisi finanziaria degli Stati Uniti.... (leggi tutto cliccando sul mio nick)

  • #2

    Dario (lunedì, 24 novembre 2008 13:42)

    Hugo Chavez perde due Stati e la capitale Caracas ma reta comunque al potere in 17 regini su 22. Soddisfatto, probabilmente proverà a riproporre la riforma costituzionale bocciata l'anno scorso, che gli permetterebbe di restare al potere anche dopo il 2013.

  • #1

    ladytux (lunedì, 24 novembre 2008 10:52)

    Non era mai accaduto prima d'ora che i lettori israeliani potessero leggere sui loro quotidiani un annuncio sponsorizzato dall'Autorità Palestinese. L'annuncio, ideato per presentare ai cittadini israeliani i contenuti del cosiddetto piano di pace arabo, è apparso questa mattina sulle pagine delle quattro principali testate israeliane: Haaretz, Yediot Aharonot, Ma'ariv e Yisrael Hayom.
    "Cinquantasette paesi arabi sono pronti a stabilire normali relazioni diplomatiche con Israele, in cambio di un completo accordo di pace che metta fine all'occupazione"